PREVIDENZA COMPLEMENTARE

SALVADANAIO

Il d.lgs 252/2005 prevede per chi sottoscrive un Piano Individuale Pensionistico o un Fondo Pensione Aperto la possibilità di dedurre i contributi versati dal reddito lordo imponibile, fino ad un massimo di € 5.164,57. Tale vantaggi sono usufruibili anche per chi sottoscrive una forma di previdenza complementare per i familiari fiscalmente a carico.

Oltre ai suddetti benefici fiscali ricordo che sono previste altre agevolazioni per chi aderisce ad un piano pensionistico cioè:

– Aliquota di imposta sulle prestazioni pari al 15% ridotta prograssivamente fino al 9% dopo il 15° anno di contribuzione.

– Imposta sostitutiva all’11%, anzichè al 12,5%, sui rendimenti delle gestione dei fondi.

– possibilità di ottenere anticipazioni prima del pensionamento per sè, per i figli ed il coniuge, secondo i casi e le modalità previste per legge.

Per i dipendenti che hanno lasciato il proprio tfr in azienda possono aprire un fondo pensione usufruendo di tali benefici semplicemente richiedendo alla propria azienda di spostare il loro accantonamento annuale.

Di seguito un link utile per ulteriori approfondimenti: http://www.inps.it/doc/InpsTfr/index.asp 

Rimango in ascolto per qualsiasi domanda.

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40 thoughts on “PREVIDENZA COMPLEMENTARE

  1. buon giorno,
    sono una 18enne e faccio la segnalatrice assicurativa per una compagnia molto nota, praticamente accompagno le persone(amici, conoscenti) in compagnia per preventivi rca se attivano la polizza a me viene riconosciuta una percentuale, adesso la mia domanda è: se il frazionamento della polizza è semestrale anche la provvigione viene suddivisa? grazie!

  2. Il 28/9/2010 è scaduta una mia polizza di cinque anni FIP XXXXXXXXXXXXX contratta nel 2005. Ho versato solo per tre anni per un totale di € 13500; mi accingevo a chiedere il riscatto ma mi è stato riferito che potevo proseguire con ulteriori volontari versamenti, fino a 70 anni di età al massimo che compirò a maggio 2012.
    Ho accettato di fare un versamento supplementare a valere sulla suddetta polizza ed invece mi è stata aperta una nuova polizza XXXXXXXX ritirata il 19/11; nulla in contrario se non fosse che, contrariamente a quanto indicato nel modulo di adesione, è stata fissata in polizza una scadenza a cinque anni.
    La materia è assai complessa, almeno per me, e non vorrei incappare in qualche “cavillo” nascosto.
    Infatti non vorrei restare vincolato per cinque anni (magari anche di più ma vorrei essere io a deciderlo sulla base di mie convenienze)per cui chiedo se, al di là di quanto scritto, sono proprio vincolato per cinque anni oppure se, come precisatomi verbalmente, ai sensi dell’art. 10 comma 1 del regolamento PIP potrò in qualsiasi momento, anche fra qualche mese e avendo fatto un solo versamento, chiedere la chiusura anticipata della polizza e la relativa liquidazione del capitale maturato.
    Nel frattempo potrò anche chiedere la liquidazione della preesistente polizza XXXXXXXXXXX? Non mi è molto chiaro infatti il comma 3 dello stesso art. 10 richiamato sopra.
    Diversamente potrò chiedere il recesso entro il 19/12?
    Ringrazio e in attesa di cortese risposta porgo cordiali saluti.

    Claudio Giordani

    • Per quanto riguarda la prima polizza, non essendo stata rinnovata, non dovrebbero esserci problemi per il relativo riscatto. Per la polizza nuova Le chiedo la gentilezza di riportarmi l’art.10 comma 1 che ha avuto modo di leggere. In genere i PIP hanno una durata minima di 5 anni ma ci sono delle varianti nel caso la persona sia già in età pensionabile.

      • La ringrazio della premurosa e pronta risposta.
        L’art. 10 comma 1 recita:
        Il diritto alla prestazione pensionistica complementare si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza dell’aderente, con almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari. L’Aderente che decide di proseguire volontasriamente la contribuzione ai sensi dell’art. 8 comma 5, ha la facoltà di determinare autonomamente il momento di fruizione delle prestazioni pensionistiche.
        Il richiamato art. 8 comma 5 dice:
        L’aderente può decidere di proseguire la contribuzione al PIP oltre il raggiungimento dell’età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di apparteneza, a condizione che, alla data del pensionamento, possa far valere almeno un anno di contribuzione a favore delle forme di previdenza complementare.

        Cito anche l’art. 10 comma 3 che mi pare faccia delle precisazioni ulteriori al comma 1 (ma non ne sono sicuro): Ai fini della determinazione dell’anzianità necessaria per la richiesta delle prestazioni pensionistiche sono considerati utili tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari maturati dall’aderente per i quali lo stesso non abbia esercitato il riscatto totale della posizione individuale.

        Riassunto della mia situazione personale:
        – settembre 2005: sottoscrizione polizza FIP
        – maggio 2007: compimento 65 anni – età pensionabile (anche se già in pensione di anzianità dal 1999)avevo già versato due annualità di prev. compl.
        – settembre 2010: scadenza polizza FIP durata 5 anni con versamenti per tre annualità
        – novembre 2010: stipula nuova polizza PIP durata 5 anni che avrei voluto più breve ma che, per il citato art. 10 comma 1, l’agente INA asserisce che io posso chiudere in qualsiasi momento.
        Non so se l’art. 10 comma 3 si applichi al mio caso là dove sottolinea “…..non abbia eserecitato il riscatto totale della posizione individuale” Vuol dire che non posso riscattare la prima polizza?

        Spero di non averla annoiato, la ringrazio ancora e porgo cordiali saluti.
        Claudio Giordani

      • In effetti dall’articolo 10 si deduce che è possibile essere liquidati anche in un tempo inferiore ai cinque anni nel suo specifico caso.
        Per quanto riguarda la polizza del 2005 Le consiglio di rivolgersi direttamente alla Sua agenzia. In genere viene richiesta al cliente prima della scadenza le preferenze per quanto riguarda la liquidazione del fondo (se liquidazione unica o mensile o mista).
        Domanda: non ha mai preso in considerazione di stipulare qualcosa di diverso a fondi di previdenza complementare? Ci sono diversi prodotti di risparmio molto buoni e meno vincolanti dei PIP e, secondo me, più adatti alle Sue esigenze.

        Cordiali saluti

  3. Dopo svariate richieste di chiarimento finalmente l’assicurazione mi ha comunicato che la mia polizza FIP essendo stata stipulata prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005, non è stata adeguata al citato D.Lgs. e pertanto continua ad essere disciplinata, per gli aspetti civilistici, dal D.Lgs. 124/93; per gli aspetti fiscali invece sono applicabili le disposizioni del nuovo Decreto 252.
    Se ho letto correttamente e compreso il contenuto, nella “vecchia” normativa è previsto il riscatto totale qualora il sottoscrittore (Contraente) “cessi l’attività lavorativa senza aver maturato i requisiti per il diritto alla prestazione pensionistica”, e non viene determinata una durata minima dell’inoccupazione, durata invece fissata nella nuova normativa.
    Se quanto sopra è vero basterebbe che mi trovassi senza lavoro, anche per dimissioni, per ottenere il riscatto anche solo dopo quasi sette anni dalla sottoscrizione della polizza?
    Le chiedo questo, e la ringrazio fin d’ora della cortese risposta, perchè prima dei chiarimenti, ottenuti grazie ad un mio reclamo all’Isvap, l’assicurazione mi ha sempre dichiarato, a voce, che in ogni caso la mia polizza si era automaticamente adeguata alla normativa 252/2005 e quindi avrei dovuto attendere il trascorrere del periodo minimo previsto di inoccupazione.
    Nel frattempo ho, grazie a Dio, trovato un altro posto di lavoro, ma se mi si presentasse una nuova situazione in cui dovessi lasciarlo, potrei secondo Lei pretendere il riscatto senza se e senza ma della polizza?
    Grazie e cordiali saluti.
    Enrica Giordani – Soragna PR

    • Per quanto riguarda l’aspetto fiscale Le confermo che fa riferimento al D.Lgs. 252/2005 (art.8 comma 4) e quindi “I contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro o committente, sia volontari sia dovuti in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali, alle forme di previdenza complementare, sono deducibili, ai sensi dell’articolo 10 del TUIR, dal reddito complessivo per un importo non superiore ad euro 5.164,57“.
      Dal punto di vista normativo, facendo riferimento al D.Lgs. 124/93 “L’aderente può riscattare la posizione sia nel caso in cui cessi l’attività lavorativa senza aver maturato il diritto alla prestazione, sia nel caso in cui muti attività lavorativa e non si trasferisca presso altro Fondo”.
      Cordiali saluti

      • Dott. Bevilacqua,
        l’INA sembra confermare (anche se per ottenere risposta ho dovuto rivolgermi all’ISVAP) quanto da Lei precisato circa la possibilità di riscatto in caso di mie dimissioni senza aver maturato il diritto alla pensione.
        Precisa però che nella proposta di adesione al FIP (anno 2004)deve risultare l’attività di dipendente. Purtroppo non riesco a trovare copia delle mie dichiarazioni Potrò chiederne una copia conforme all’originale? C’è il rischio che possano “manipolare” le mie dichiarazioni?
        Nel 2004 per la verità svolgevo una attività autonoma (Co.co.pro.) per la stessa azienda presso la quale ero stata dipendente per vari anni e presso la quale sono stata riassunta come dipendente alla cessazione del contratto Co.co.pro..
        Potrei quindi aver dichiarato un’attività autonoma e non da dipendente. Cambia qualcosa ai fini della cessazione con diritto al riscatto? Oppure sono vincolata a vita al tipo di lavoro svolto e dichiarato nel 2004?
        Grazie e cordiali saluti.
        Enrica Giordani

      • Non credo sia il caso di sospettare eventuali “manipolazione”.. Lei richieda una copia delle dichiarazioni e faccia domanda di riscatto… poi vediamo cosa Le rispondono. Ma Lei nel corso del 2004 è stata dipendente dell’azienda o è sempre stata sotto contratto a progetto?

  4. Presso la medesima azienda:
    dal 1/3/1996 al 30/6/2002 – dipendente
    dal 1/7/2002 al 2/11/2008 . Co.Co.Pro.
    dal 3/11/2008 al 27/5/2010 – dipendente – dimissioni volontarie.
    Dal 28/5/2010 ho cambiaro azienda presso la quale lavoro tuttora. All’atto della cessazione avevo chiesto la possibilità del riscatto ma mi fu rifiutato: purtroppo il tutto è avvenuto solo verbalmente.
    Ora, in caso di nuove dimissioni, come dovrei fare?

  5. una domanda:
    per poter riscattare il 100% del capitale (raggiunti i requisiti di pensionamento di vecchiaia) in una polizza vita pip, si possono stipulare due contratti con due compagnie diverse e contribuire alternativamente (un anno con una compagnia e un’altro anno con l’altra compagnagnia) ? Grazie

    • Per avere il 100% del capitale deve verificare che la rendita derivante dalla conversione del 70% del montante finale sia inferiore al 50% dell’assegno sociale. Anche se stipula due fondi diversi, il conteggio secondo me non viene separato.

  6. egr Dott Bevilacqua nel 1999 ho stipulato un PIP con XXXXXXXX a suo tempo svolgevo l’attivita di parruchiera. ho smesso di lavorare come perruchiera circa 15 aa fa e da allora non ho piu’ lavorato, ma ho continuato a versare. ho 51 aa posso richiedere la liquidazione anticipata, cessassazione della attivita’ lavorativa?
    grazie

    • I requisiti per la prestazione sono gli stessi di quelli di accesso alla pensione obbligatoria.. Può ad ogni modo richiedere delle anticipazioni sempre secondo le modalità previste per legge.

      • sulla polizza ( art 18 ) cita che in caso di cessazione della attivita’ lavorativa puo’ essere richieta la liquidazione. io ormai non lavoro piu’ da molto tempo, credo quindi di rientrare nella clausola. cosa ne pensa ? grazie

      • Di solito si ha facoltà di un riscatto parziale (50%) a seguito di cessazione dell’attività lavorativa per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi..

  7. buongiorno,
    io ho iniziato un PIP con una compagnia assicurativa nel 2002…pagate 8 annualità… la mia domanda è questa: posso riscattare il 30% per qualsiasi causa (come previsto dai fondi pensione post 2007) o dato che l’ho stipulato nel 2002 valgono le condizioni dell’epoca e quindi posso solo riscattarlo per acquisto prima casa o spese per malattie gravi???
    grazie

  8. buonasera,
    nel 2004 ho stipulato un contratto di forma pensionistica individuale,essendo decorsi 8 anni ho richiesto un anticipo del 30% solamente che la compagnia di assicurazione ha detto che non ho i requisiti perchè il mio contratto è antecedente il 2007.Leggendo dal suo forum sembra che io abbia i requisiti,a lei risulta?a chi mi posso rivolgere?

    grazie

    • A me infatti non risulta.. ad ogni modo l’organo preposto alla vigilanza dei fondi pensione è il COVIP (www.covip.it). Mi tenga aggiornato, io intanto verifico se esistono delle eccezioni..

      • Buongiorno,
        causa crisi ho appena cessato totalmente la mia attività e chiuso la partita iva e sto valutando eventuali offerte di lavoro come dipendente. Nel 2004 quando ero ancora artigiano ho sottoscritto un fip (forma pensionistica individuale) che prevedeva contrattualmente il riscatto per il venir meno dei requisiti di partecipazione (art.10 d.lgs 124/93). E’ ancora applicabile quella normativa ? posso quindi chiedere il riscatto totale?
        Grazie

      • A me risulta che sia possibile solo all’adesione di quelli collettivi e non individuali.. Ad ogni modo provi a mandare la richiesta per raccomandata all’indirizzo indicato nelle condizioni di polizza.

        Buona giornata

  9. Ho seguito il suo consiglio ed ho ricevuto oggi (dopo circa 30 gg) l’accredito del bonifico sul mio conto relativo alla liquidazione del mio fondo. Lo segnalo quindi ad uso di tutti precisando però che era un fondo ante 2007 (del 2004) e l’ultimo versamento risaliva al 2006. Nella raccomandata ho comunque riportato le precisazioni COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione) in risposta a quesiti del marzo 2003 in merito al riscatto della posizione individuale che vi segnalo e che afferma:
    “In primo luogo, si ha presente che lo schema di regolamento dei fondi pensione aperti in regime di contribuzione definita, predisposto da Abi, Ania e Assogestioni ed esaminato dalla Commissione l’11.10.2000, nel prevedere, all’art.12, l’esercizio del riscatto di cui all’art. 10, comma 1 del d.lgs.124/93 in caso di cessazione dell’attività lavorativa, non contiene limitazioni volte a precluderne l’applicazione a quei lavoratori che avessero aderito su base individuale.E’ dato, quindi, ritenere che l’opzione del riscatto sia da riconoscere, in generale, a tutti coloro i quali si siano debitamente qualificati come lavoratori in fase di adesione e vengano successivamente a perdere quel determinato requisito. Ciò precisato, è evidente che uno dei presupposti legittimanti l’esercizio della predetta facoltà è proprio il possesso dello status di lavoratore al momento dell’adesione, non potendo invocarsi il diritto del riscatto da parte di chi non si trovi in tale situazione.”
    Grazie e buon lavoro

  10. Buongiorno,
    ho sottoscritto un PIP XXXXXX nel 2007, per far rientrare anche il mio TFR in un piano pensionistico, già precedentemente stipulato con la stessa società di assicurazione. La mia attività lavorativa è cessata a febbraio 2013 e so che non è possibile un ricatto se non prima di 12 (parziale) o 48 mesi (totale) di inoccupazione.
    La mia domanda é: se nel frattempo svolgessi un’attività con un contratto a progetto, che non matura TFR, ed è di fatto un contratto parasubordinato, con gestione separata inps etc., questo requisito verrebbe meno?
    Grazie mille
    Loredana

    • Secondo me deve essere inoccupata per tutti i mesi.. quindi interromperebbe il periodo di calcolo per usufruire del riscatto parzia o totala. Mi riservo ad ogni modo di approfondire l’argomento.

      Buona giornata

      • Buonasera Dottor Bevilacqua,
        la ringrazio per la sua risposta. Nel caso riuscisse ad approfondire l’argomento “contratto a progetto”, le sarei davvero grata. In questo modo saprei con certezza la cosa migliore da fare a livello contrattulae, in questo periodo. Se anche con un contratto a progetto (e non solo con un contratto di assunzione), il periodo di calcolo si interrompesse, opterei senz’altro per un’assunzione.
        Grazie
        Loredana

      • La legge parla di “inoccupazione”.. La differenza tra un contratto a progewtto e un’assunzione a tempo indeterminato cambia la forma ma non la sostanza quindi i termini si interromperebbero ugualmente.

        Buona giornata

  11. Dott. Bevilaqua,
    avrei bisogno di sapere se sono deducibili dal mio reddito i contributi versati alla previdenza complementare pagati per il sottoscritto (euro 5.167) e per mia moglie (euro 5.167,00) fiscalmente a mio carico. In altri termini se stipulo due polizze, una per me ed una per mia moglie, sostengo direttamente una spesa complessiva di circa 10.000 euro, ho la possibilità di dedurmi dall’unico l’importo di 10.000 euro ( di cui 5.000 per me e 5.000 per familiare a carico) oppure posso dedurre al massimo 5.167.000
    Grazie Roncato

  12. Buon pomeriggio dott. Bevilacqua,
    ho già un fondo pensione con la mia azienda,
    posso stipulare un altro fondo pensione con un Istituto (tipo poeste ecc)
    c’è incompatibilità, devo chiuderlo il primo, oppure posso aprire anche l’altro

  13. Salve una domanda, volevo una delucidacione riguardo la mia p.i.p. . Io ho attivato un piano individuale pensionistico con le poste da 2 anni, non potendo trasferire ancora in un altra compagnia assicurativa perchè non sono trascorsi 3 anni posso crearmi un’altra pensione integrativa con ina assitalia o allianz per esempio o ne posso avere solo una

  14. L’ESSERE GIA’ IN STATO DI QUIESCENZA (PER MATURATO DIRITTO ALLA PENSIONE OBBLIGATORIA DI ANZIANITA’) CONTEMPORANEAMENTE AD ALMENO CINQUE ANNI DI ADESIONE ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE MI DA’ DIRITTO AL RISCATTO 100% DELLA POSIZIONE INDIVIDUALE MATURATA ? (convertendo in rendita almeno il 70% del montante finale accumulato, la rendita medesima risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale.)

    MI SORGE QUESTO DUBBIO DATO CHE IL REGOLAMENTO (XXXXXXXXXXXXXXXXXXX)
    DICE: La prestazione pensionistica complementare si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza…….. MA QUANTO E’ PREVISTO OGGI DOPO LA LEGGE FORNERO O QUANTO ERA PREVISTO AL 01.04.2011 DATA DELLA MIA MESSA IN QUIESCENZA SECONDO LA NORMATIVA DEL MOMENTO “40 ANNI DI CONTRIBUZIONE PIU’ FINESTRA SUCCESSIVA”?

    RINGRAZIO
    ANDREUCCI LUIGI

    • Se è andato in pensione vuol dire che ha raggiunto i requisiti di accesso alla prestazione.. di conseguenza avrà diritto alla prestazione della previdenza complementare e, nel suo specifico caso, al riscatto del 100%.

  15. Egr. dottore,vorrei esporle la mia situazione: ho 21 anni di fondi speciali preesistenti (ex ASST) presso l’INPS,sono inv. totaleL335 e percepisco la pensione d’inabilità dal 2010,età al 2 gennaio 65 anni .domande:
    1)a chi chiedere il riscatto o liquidazione totale del mio capitale? con quale modulo?
    2)posso chiedere la conversione della pens.d’inabilità con quella di vecchiaia? avendo maturati i 20 anni.Grazie per il suo tempo Antonio.

    • Mi perdoni ma mi sta chiedendo delle procedure specifiche che esulano dalle mie competenze. Ad ogni modo credo che contattando l’INPS possano darle tutte le risposte del caso. Infine dubito che possa effettuare la conversione della pensione d’inabilità.

      Buona giornata

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